In questo post voglio raccontarvi l’origine del Brazilian jiu jitsu, di come questa disciplina seppur con radici lontane sia stata capace di diffondersi e radicarsi in un paese così diverso e lontano dal Giappone, sviluppandosi innuovi filoni tecnici tutti riconducibili alla scuola del Brazilian jiu jitsu. Il nome parla chiaro, il Brazilian jiu jitsu altro non è che il Jiu Jitsu esportato in Brasile.
L’origine del jiu jitsu brasiliano risale ai primi del novecento (1915), quando uno dei più grandi maestri di judo e di jiu jitsu si trasferì in Brasile portando con se tutte le tecniche e l’esperienza acquisita. Esai Maeda, questo era il suo nome, divenne molto conosciuto in Giappone grazie alle numerose vittorie nelle competizioni sportive di jiu jitsu e in numerosi altri incontri senza regole disputati e vinti in tutto il mondo. Grazie alla sua fama e agli onori guadagnati durante gli incontri il principe Hirohito gli conferì l'incarico governativo di gestire l'emigrazione giapponese in Brasile.
E’ proprio durante questo periodo che Gastao Gracie, facoltoso proprietario terriero brasiliano, mentre aiutava gli emigranti giapponesi nella costruzione di una loro comunità fece la conoscenza del maestro Esai Maeda. Da quel momento in poi i due personaggi diventarono grandi amici, e fu proprio grazie a questa amicizia che Maeda decise di insegnare al figlio maggiore di Gastao, Carlos, l'arte del judo e del jiu jitsu
E’ dunque Carlos Gracie il personaggio fondamentale per la nascita del BJJ, fu proprio lui infatti che dopo aver appreso le tecniche del judo e del Jiu Jitsu che aprì nel 1925 la prima scuola di jiu jitsu in Brasile, nel quartiere di Botafogo a Rio de Janeiro. Allo scopo di provare la superiorità di questa arte marziale su altre Carlos e Helio iniziarono a sfidare i rappresentanti delle varie arti marziali e degli sport da combattimento, iniziando dalla boxe: il pugile professionista Antonio Portugal venne finalizzatoin 30 secondi. Si inserisce in questo periodo l' arresto di Helio Gracie che in una sfida con un campione di luta livre brasiliano gli provocò due fratture sulla testa e la rottura della clavicola.
Carlos ebbe 21 figli e 98 nipoti, e tutti suoi figli maschi sono diventati cinture nere.
Anche suo fratello minore, il famoso Helio Gracie ha sicuramente contribuito più di chiunque altro all'elaborazione del jiu jitsu brasiliano ed è noto per le sue sfide contro il più grande judoka giapponese Kimura e per le vittorie dei suoi numerosi figli, principalmente Rickson e Royce, i quali hanno contribuito per primi a divulgare il jiu jitsu brasiliano al di fuori del Brasile.
Da ricordare anche il grande Carlson Gracie, leggendario lottaotre di vale tudo, nonché maestro di molti tra i più forti lottatori di jiu jitsu attualmente in circolazione. Nei prossimi post voglio segnalarvi i filmati più interessanti presenti sulla rete commentando con voi le tecniche più efficaci e spettacolari.
La riffa dell'asino: l'origine della crisi finanziaria spiegata a un contadino
C’era una volta un giovanotto, di recente stabilitosi in Abruzzo.
Costui incontra un giorno un fattore che gli vende un asino per100 eure. Il giovanotto consegna il denaro e
si accorda affinchè il fattore consegni l’asino il giorno seguente. Il giorno
seguente però il fattore si presenta all’appuntamento senza l’asino dicendo:
“mi dispiace ragazzo, ho brutte notizie. L’asino è morto”.
“Beh, in questo caso ridammi i mie soldi”.
“Mm, non posso, li ho già spesi”.
“Che palle! Va bene, in questo caso portami la carcassa dell’asino”.
“Ma che ci fai con una carcassa di un asino?”.
“Non ti preoccupare. Ci penso io. Farò una lotteria con
l’asino morto”.
“Ma non puoi fare una riffa con una carcassa!”.
“Tu dammi il cadavere e vediamo. Ci farò una riffa. Non dirò
a nessuno che è morto”.
Un mese dopo i due si rincontrano. Il fattore quindi chiede
curioso al giovanotto: “Insomma? Come è andata con l’asino morto?”.
“Benissimo! Ho fatto la riffa come ti dissi. Ho venduto 500
biglietti a 2 eure l’uno. Ho fatto un profitto di 898 euro”.
“E nessuno si è lamentato?”.
“Solo quello che ha vinto la riffa. Gli ho ridato i due
euri”.
Il giovanotto ora lavora per Goldman Sachs a NewYork.
Come si capisce dal nome il Brazilian jiu jitsu è una declinazione della ben più antica marziale il ju jitsu, per questo credo sia utile spendere questo secondo post per riportarvi le tre teorie più accreditate tra gli storici sull’origine di quest’ultima.Iniziamo col dire che il Ju-Jitsu, "Dolce Arte" , o "Arte della cedevolezza", è la più antica arte marziale giapponese di difesa personale a mani nude ed è stato adottato dalla classe guerriera dei Samurai come sistema di difesa ed di attacco globale, in grado di utilizzare tecniche di percussione, proiezione, leva articolare, strangolamento, o tecniche che prevedevano l'utilizzo di armi. Vi riporto di seguito le tre teorie principali. La prima sostiene che il Ju-Jitsu fonda le sue radici in Cina e che solo successivamente fu trasportato in Giappone da un cinese chiamato Chin In, che, durante il suo soggiorno in Giappone (1644-1648), fu ospitato presso il tempio di Kokuseiji in Azabu Edo ( la vecchia Tokyo) e visse nel tempio con tre maestri, Shic Hiroemon Fukuno, Yojiemon Miura e Jiroumon Isogai, da questi apprese varie nozioni di Kempo, sviluppando da queste un metodo completo di difesa personale: il Ju-Jitsu. La seconda teoria pur sostenendo l’idea della radice cinese insiste sul fatto che fu un cittadino giapponese a svilupparlo. Si chiamava Shirobei Akiyama e andò in Cina per studiare le arti mediche e marziali. Assimilò le tecniche da combattimento delle scuole cinesi, e fondòpiù tardi la Scuola Yoshin Ryu. Si pensa che la Yoshin Ryu sia stata la prima scuola di Ju-Jitsu dalla quale presero vita e si svilupparono in seguito gli altri metodi e stili. La terza teoria suggerisce che il Ju-Jitsu ha origini e radici giapponesi. All’inizio del 1500, tre arti marziali diventarono manifestazioni ufficiali in Giappone: il Kyo-do (tiro con l’arco); il Kishi (tiro con l’arco a cavallo) e il Sumo (lotta corpo a corpo). In tale epocasi narra che una profonda differenziazione degli stili di combattimento volse a separare il Sumo dal Ju-Jitsu. La scuola fondatrice di tale disciplina fu la Takeuchi nel 1532 a Sakushu. Così lo stile Takeuchi è ritenuto in Giappone come “il padre del Ju-Jitsu”.
Il Ju-Jitsu cominciò a svilupparsi alla fine dell’Era di Sengoki, e la sua popolarità crebbe durante il periodo Kanei, Munnji, e di Kandu (1624 – 1673). Negli anni delle intense agitazioni civili dominate dall’aristocrazia guerriera, il Ju-Jitsu si sviluppò come arte di combattimento in campo aperto, poi come esercizio fisico e mentale.Il Ju-Jitsu si sviluppò nel resto del mondo, alla fine della 1^guerra mondiale.Col passare del tempo il jiu jitsu tradizionale giapponese ha subito un processo di frammentazione che ha dato origine alle note arti marziali giapponesi quali il judo, il karate, l'aikido. Nel prossimo post vi racconterò altre curiosità in merito alla nascita del Brasilin Ju-Jitsu.
Premetto non sono un esaltato e neppure un fenomeno delle arti marziali ma da poche settimane mi sono avvicinato alla pratica del Brazilian jiu jitsu attratto dall’eleganza e dall’efficacia delle tecniche da combattimento utilizzate. In pochi post vorrei presentarvi questa disciplina con tutto quello che la contraddistingue, storia, regolamenti e filosofia.
Per prima cosa voglio farvi comprendere il perché tale pratica sia stata così coinvolgente sin dalla prima lezione di prova.
Appena ne senti parlare ti rendi subito conto che non è il solito sport per tutti, non ci allena senza uno scopo in palestre ultra affollate, infatti dopo la spiegazione delle prime tecniche ed un po’ di riscaldamento ti viene chiesto subito se vuoi combattere. Be’ se non sei preparato, e non parlo solo dell’aspetto fisico, potresti impaurirtene, ma un po’ per la bravura dei maestri un po’ per la filosofia stessa delle arti marziali ti puoi divertire molto senza farti troppo male. Naturalmente visto che te lo sei andato a cercare accetti subito l’invito e ti prepari, dopo pochi secondi ti ritrovi aggrovigliato ad un altro corpo con la sensazione di impotenza e di soffocamento, ti senti tornato a delle sensazioni primordiali un po’ animalesche dove se non arrivi con la tecnica perlomeno provi a difenderti con tutte le forze che hai, ogni movimento di difesa o di attacco è una mossa a cui si arriva con diversi movimenti preparatori, sembra di giocare a scacchi dove ogni mossa ne presuppone delle altre.
Scusatemi con tutte queste chiacchiere mi sono dimenticato di dirvi le finalità, il regolamento del Brazilian jiu jitsu prevede dei punteggi, magari più avanti entro nel dettaglio anche di questi, che si ottengono quando per più di tre secondi si mantiene una posizione di vantaggio rispetto il corpo dell’avversario ma la vera ambizione di ogni praticante è di finire ogni incontro con una finalizzazione, naturalmente a proprio favore. L’incontro infatti viene fermato nel momento in cui entrando una leva articolare da cui non si riesce ad uscire o uno strangolamento chi lo subisce batte due volte in segno di resa.La cosa forse più stimolante e che ti coinvolge maggiormente è che più entri in questo sport e più ti rendi conto che dietro c’è molto di più, c’è tutto il mondo del Brazilian jiu jitsu, un contesto circoscritto conosciuto solo all’interno dell’ambiente fatto di poche palestre e pochissimi vere scuole, quelle cioè capaci di creare un movimento quindi anche una filosofia. All’interno di questo piccolo mondo sembra di conoscere tutti, ognuno parla dei suoi rivali o compagni di lotta con rispetto ed oggettività, il che giova ad un rapido anzi immediato coinvolgimento.
Chiunque voglia avvicinarsi a questa disciplina non deve aspettarsi palestre affollate ed allenamenti atletici estenuanti ma gruppi ristretti di appassionati concentrati ad approfondire la tecnica dei movimenti e la pratica del combattimento a terra.Al prossimo post.
Dal momento che il caro governo così preoccupato dagli incidenti causati dall'alcol che anzichè mettere in pratica i controlli e le leggi che già esistono in materia, le inasprisce andando a punire tutti indiscriminatamente, anzichè colpire il soggetto recidivo e assiduo bevitore che continuerà comunque a farlo!
Comunque commenti a parte ecco le nuove tabelle per avere un'idea del vostro tasso alcolico se vi mettete alla guida dopo aver bevicchiato :