|
Arti figurative -
Articoli
|
|
Scritto da pollione
|
|
mercoledì 20 febbraio 2008 |
|
..."Li passai in rassegna con curiosità.Erano in ordine cronologico.Le prime erano tutte opere naturalistiche e realistiche, con un contenuto emotivo vivido e insieme curato nei particolari e concreto.Col passare degli anni si facevano meno vivide e concrete, meno realistiche e meno naturalistiche, ma molto più astratte, addirittura geometriche e cubistiche. Infine negli ultimi quadri, le tele diventavano, almeno per me, astruse: semplici linee caotiche e chiazze irregolari di colori.Commentai la cosa con la signora P.
|
<<Oh, voi dottori, siete i soliti filistei!>>esclamò.
<<Ma non vede l' evoluzione artistica? Non vede come ha abbandonato il realismo dei primi anni per passare a un' arte astratta, non figurativa?>>
<<No, non è questo >> mi dissi (ma me ne guardai dal ripeterlo alla povera signora).
Il dottor P. era effettivamente passato dal realismo al non figurativismo e alla pittura astratta, ma si trattava di un percorso non artistico bensì patologico - un percorso diretto verso una profonda agnosia visiva, durante il quale erano andati via via distrutti ogni facoltà di raffigurazione e di creazione d'immagini, ogni senso del concreto, della realtà. Quella parete di quadri era un tragico documento patologico, che apparteneva alla neurologia, non all'arte."...
"L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello"- Oliver Sacks
|
|
Leggi tutto...
|