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Scritto da gatto
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sabato 14 giugno 2008 |
La bambina guercia perde un pesce al gioco
Poi un angelo tatuato paga un uomo per farsi tagliare via le ali. Sinclair è il ragazzino di colore che ruba le ali. Queste sono soltanto le primissime pagine di pop gun war, uno stupendo libro firmato da Farel Dalrymple.
Il fatto è che probabilmente non riuscirò a descrivere efficaciemente nulla di più di questa storia, delle immagini che le danno forma, dei personaggi disperati orrendi o innocenti che la animano. E' un libro questo non propriamente innocuo e questo perché per quanto sia nutrito di fantasia e surrealismo non si stacca dalle cose quotidiane che possono essere e sono, non dimentica il lato perduto degli uomini e delle città. La narrazione è piena di leggenda e le immagini sono piene di silenzi e sottili anomalie e malesseri. La leggenda serve a mettere in guardia i bambini dagli incantatori, dai mentitori, dai mangiafuoco che vendono incubi travestiti da meraviglia. Da Pinocchio, a Moby Dick, al Pifferario Magico, sono tanti gli echi che tornano alle orecchie e alla mente, senonché in questo libro tutto viene dissipato e rarefatto, con una delicatezza tale che ci si commuove di fronte alle vecchie paure e agli avvertimenti delle storie che sapevamo tanto tempo fa.
Pop gun war è una graphic novel di Farel Dalrymple pubblicata in Italia da Lain
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Scritto da pollione
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lunedì 09 giugno 2008 |
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Aggiunta nella categoria Artigianato una guida sul come costruire una sfera riutilizzando i bicchieri di plastica.
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Scritto da cisko
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domenica 08 giugno 2008 |
Per chi cominciava giusto a chiedersi dove fosse finita la comunità scientifica di fronte ai continui attacchi cattolici – cioè del Papa – al relativismo come Weltanschauung, al di là di qualche sparuto cenno di vita subito soffocato dai media di massa; per coloro che fanno un po’ fatica ad accettare che la Natura ha disposto che si debba vivere proprio come facciamo noi, e gli altri sono un branco di barbari pericolosi; oppure per chi prima di prendere posizione in un dibattito ha il vezzo di sentire posizioni differenti. ‘Contro Natura’ è una boccata di relativismo in un momento in cui in giro non si sente quasi più, è proprio il caso di dirlo, che una sola campana.
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Scritto da gatto
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giovedì 22 maggio 2008 |
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Non appena entra nell’inquadratura, qualche secondo prima che il suo sguardo incontri l’occhio della cinepresa, il mondo realizza di essere di fronte ad una rivoluzione. Prima di Elvis. Prima di Hitler. Prima di Stalin e di James Dean.
Estate del 2001. Difficilmente ricorderemo la visione del mondo che avevamo allora. Ci viene in mente magari anche dove eravamo, con chi e cosa abbiamo fatto. Ma non la percezione del futuro che potevamo avere. La guerra in Iraq era quella di dieci anni prima con i pozzi petroliferi che bruciavano in Kuwait. Non si parlava dell’Afghanistan se non sul Manifesto, ma le cose non rimanevano impresse più di tanto. Soprattutto sulla punta di un’isola chiamata Manhattan c’erano due grattacieli pressocché identici tra loro.
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